|
moskva, rossija
23 settembre - 11 novembre 2006
|
v metro, nella metro
ho recuperato tutte quelle piacevolissime sensazioni relative alla metro
di mosca, quella che io considero la miglior metro che abbia mai visto
(probabilmente la migliore del mondo!).
il passamano della scalamobile infinita della stazione oktjabr'ckaja
(della rivoluzione d'ottobre). è in legno... è levigatissimo dagli anni
e dall'usura. è per me fantastico appoggiare la mano sul passamano
scorrevole e abbandonare il pollice per sentire il legno sul
polpastrello... boh... non vi
so spiegare la sensazione, si tratta di una di quelle cose a cui
nessuno fa caso e quindi mi sento anche un po' stupida, ma per me è
veramente piacevole... starei tutto il pomeriggio a far su e giù da
quella scalamobile...
la fauna della metro. nella metro puoi trovare ogni tipo di persona,
vestita in ogni maniera possibile. dal veterano di guerra senza braccia e
gambe che chiede l'elemosina al bisnesmen superjuppi in giacca e
cravatta. è uno studio sociologico interessantissimo passar del tempo nei
vagoni...
i vagoni sovietici. ci sono linee in cui i vagoni sono piu' vecchi... è
geniale. quelli degli anni 60 poi...
le frasine che dice la voce automatica. cose del tipo "attenzione, le
porte stanno per chiudersi" oppure "non dimenticate i vostri oggetti
personali" o "la prossima fermata è". ti restano in testa troppo.
ancora sulla metro.
mentre tornavo a casa pensavo che la metro (come del resto tutta questa città) è diversa da tre anni fa. da un lato forse ci si sente più a proprio agio adesso, ma dall'altro mi piace meno. mi spiego: tre anni fa c'era un sacco di feccia nella metro. era pieno di ubriachi, di barboni, di gente che chiedeva l'elemosina, di veterani senza braccia e senza gambe che giravano su carrellini con l'uniforme a chiedere dei soldi. di gente che cercava di venderti qualcosa. di poveracci. signore vestite anni '80. militari (tanti) in uniforme... era anche più affollata. come straniero ti trovavi costretto a tenere costantemente d'occhio la tasca dove avevi portafoglio e documenti, se non proprio a tenerci la mano saldamente stretta sopra. ti capitava di cambiare di posto a sedere perché ti si era seduto accanto qualcuno che puzzava orrendamente di vodka e se fossi rimasta lì saresti stata ossessionata dall'idea che in una frenata un po' più brusca ti vomitasse addosso... eran cose pese, ma mi andavano più a genio pensando a questo paese rispetto a quello che vedo adesso. donne in carriera con le unghie smaltate lunghe 12 cm, i tacchi a spillo e le tette sicuramente rifatte. ragazzini vestiti dolce&gabbana, maraglissimi, suonerie del cellulare inascoltabili, pettinature improbabili. nonnine ingioellate e severe. famigliole felici. ricchezza, opulenza, benessere ostentati da tutti i pori... boh... ma si sta davvero così bene??? secondo me i poveretti che c'erano sono tutti morti... (questo per altro spiega il fatto che la metro sia meno affollata di prima... insieme al fatto che in molti probabilmente adesso preferiscono taxi o marshrutki, autobusini a 15 posti che sfrecciano per le strade della capitale). insomma... per me questo è ancora un paese dal retaggio sovietico, impantanato nell'anacronismo e nella burocrazia ed è un paese affascinante anche per quello. non riesco a credere che sia tutto così cambiato. che questa città sia decisamente più cara di bologna, che i novye russkie siano decisamente più ricchi dei più ricchi italiani...
impressioni sparse
mosca sembra molto molto più ricca di 3 anni fa e di fatti i prezzi sono altissimi. ci si domanda come possano vivere i pensionati o i poveracci e soprattutto dove siano finiti tutti quelli che chiedevano l'elemosina, vendevano qualsiasi cosa alle fermate della metro, morivano per strada o giravano ubriachi. beh... sono semplicemente spariti adesso. ieri abbiamo parlato con due agenti immobiliari incontrati al tavolo dove stavamo mangiando shashliki (buonissimi spiedini cotti alla brace mmm...) e ci hanno detto che sono tutti emigrati altrove proprio per il repentino aumento vertiginoso dei prezzi: dicono che un appartamento di 50m quadrati in centro a mosca costa sui 500mila euro e che qui vivono solo i ricconi. gli altri, sia che avessero una casa sia che l'affittassero sono andati a vivere in campagna e se avevano una casa l'hanno data in affitto a un sacco di soldi... ok, magari il prezzo che ci hanno sparato era esagerato, ma a pensarci è allucinante... sembra una manovra per ripulire la città dalla feccia e far credere al mondo esterno che in russia si vive da ricchi, visto che da fuori mosca è la cosa più conosciuta.
non fa freddo per niente. io mi ero preparata alla siberia e invece... questo però non impedisce al tempo di essere sempre una merda lo stesso. nebbia peggio che a forlì, pioggia, nuvole... tristezza, insomma.
il meglio è stato sabato. dovete sapere che ogni due settimane ci sono due ore sabato e due ore domenica in cui è possibile farsi cambiare la biancheria, così le lenzuola e gli asciugami gentilmente forniti dalla ditta università vengono lavati aggratis dalla lavanderia centrale dell'MGU (pensate voi!!). beh... sabato nelle suddette due ore si è creata per i corridoi e le scale del nostro korpus (sarebbe l'ala del palazzo principale dell'MGU in cui viviamo) una processione lunghissima (giuro!) di gente che scendeva con le lenzuola e l'asciugamano sporchi e spiegazzati e saliva con lenzuola e asciugamano puliti... semplicemente geniale! addirittura l'ascensore era inagibile per la coda di gente che c'era e che lo chiamava a tutti i piani (che sono 9 in tutto!).
(ho sempre l'impressione di non riuscire per un cazzo a rendere l'idea di quello che mi colpisce stando qui. mi sembra sempre che sia difficilissimo fare immaginare a chi non è mai stato qui quello che intendo. boh... continuo a provarci lo stesso...)
la mensa. ricordo ancora le molteplici volte in cui la kardanova (la nostra lettrice di russo a forlì) ci ha parlato della stolovaja dell'MGU (lei ha studiato qui negli anni 80). soprattutto ricordo una volta in cui con grande sofferenza e pathos, nonché un'espressione schifatissima sulla faccia, ci ha spiegato come alla mensa fosse possibile mangiare quasi esclusivamente piselli in scatola serviti direttamente dalla latta freddi e altre vivande simili... insomma, io sono arrivata qui un attimino diffidente verso la stolovaja, capirete... e invece... non è niente male! e soprattutto è per me una delle poche occasioni di mangiare roba davvero russa. probabilmente, come tutto il resto, si è anch'essa adattata ai tempi che corrono, all'ostentazione di ricchezza che avvolge ogni cosa in questa capitale, alle esigenze fighette degli utenti... non ci mangio spesso perché per lo più mi cucino da sola, però mi piace di brutto. piatti tipo plof, cotlety i kartofel', borsch alla fine li posso mangiare solo lì...
un vero compleanno russo. ieri sera sono stata in camera di jenis (il kazakistano) a festeggiare il suo compleanno. a parte vodka a litri, wurstel, purè, insaluta russa (che qui giustamente si chiama insalata francese o olivier), vino cileno (???) e torta superburrosissima e farcita di sgushenka (latte condensato), la cosa più fica è stato ascoltare degli autentici russi che cantavano canzoni russe accompagnati con la chitarra da un tale iskandèr (nome che a quanto pare in kazakistan e altri paesi dell'ex CCCP corrisponde al russo alexander). una roba modello "ci sediamo tutti in cerchio e cantiamo battisti e de gregori", ma alla russa... fichissimo! poi iskander ha fatto 5 anni di conservatorio, suona bene e ha una gran bella voce! oltretutto mi ha suonato i 5nizza, un gruppo ucraino che mi piace molto. insomma, la serata mi ha fatto proprio felice...
back to index
back to chiara's page