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cuba 21 febbraio - 12 marzo 2007 |
21 febbraio 2007 h. 11.43
(in volo) ora cubana
in volo… molti anni che non volavo tanto a lungo. 1h di ritardo al charles de gaulle. ottimo pasto stile coloniale: cous cous delle colonie africane, pollo al curry di quelle orientali. camembert e cabernet sauvignon… voliamo verso splendidi lidi caribeños, una coltre di nubi copre la visuale verso terra, mancano circa 6h all’atterraggio. che effetto farà il caldo dopo mesi di blando inverno? da domani è dinamismo, è viaggio. dal 2000 non mettevo piede in terra latinoamericana. voglia di ascoltare cubanissime aspirazioni della s, mescolanza di fonemi, abbondanza di diminutivi, simpaticissimi ispanoamericanismi che fanno sorridere i peninsulari iberici. voglia di penetrare scuri e profondi occhi sudamericani, avvertirne il guizzo, distinguerne la sagacità. voglia di sapori forti, magari speziati. voglia di vecchie ford sgangherate, di coinvolgenti ritmi di timba. voglia di ballo e odori buoni, voglia di colori e agilità, di accoglienti dimore sudamericane, di buffi riti di santeria, di ottime e rinfrescanti bevande. da domani è viaggio, avventura. a pensarci bene era davvero tanto… che lo spirito del viaggio scenda allora su i me! dov’era finita la vecchia chiaramazza “animale da viaggio”??
22 febbraio 2007 h. 19.20
calle obispo -la habana-
atterrati all’aereoporto josé martí di la habana qualche piccolo problema con il ritiro dei bagagli. valigie che escono su nastri a caso, gente che le scarica e le abbandona lì, facchini lenti come le lumache… beh… da lì poi un taxi ci porta in albergo e finisce il nostro primo giorno. oggi sveglia presto e subito in marcia. la strada che a piedi ci ha portato verso la habana vieja, centro storico de la habana, ci ha un po’ sorpresi. non ci aspettavamo tanto smog, sporco, puzza, merde e schifo da ricordare le strade indiane di varanasi. probabilmente era una zona assolutamente estranea ai turisti che qui sembrano seguire percorsi fissi e ben convogliati esattamente come a venezia e molto raramente si allontanano per addentrarsi in zone che non competono loro o decidono di farsi guidare dalle proprie gambe invece che dai taxi gialli e neri. beh… tutto invece è cambiato quando siamo entrati nella zona “di nostra competenza”: tutto pulito, strade mattonate e pedonali, facciate dei palazzi appena rifatte e ben rifinite, insomma, tutt’un’altra storia! abbiamo avuto fin da subito esperienza del fatto che i cubani ti avvicinano esclusivamente con la speranza di ottenere qualche soldo. ma siamo rimasti anche colpiti dal fatto che non hanno mai l’intenzione di fregarti e ti danno in cambio veri servizi come portarti a vedere un pezzo di città che sennò non avresti visto, raccontarti aneddoti interessanti o mostrarti qualcosa di particolare. in fondo è una bella cosa, sono amichevoli e mi ci trovo bene a parlare. hanno uno spagnolo buffo ma molto piacevole. abbiamo girato quindi in lungo e in largo tutto il centro de la habana, visitato il capitolio, palazzo ex sede governativa copia spiccicata del campidoglio di washington, una serie infinita di stradine tra cui spiccano assolutamente la calle obispo, la calle tacón, quella de los oficios e alcune altre che si intersecano con queste. siamo passati per la plaza de san francisco, la plaza vieja (ottima birra + limonata alla taberna de la muralla, accompagnata da gruppo che suonava alla buena vista social club), la plaza de la catedral (con cattedrale barocca annessa) e la plaza de armas, i quattro punti cardinali de la habana vieja. sono tutte piazze molto piacevoli, piene di piccioni e baretti. la plaza de armas è la più vecchia e la più spettacolare. ci vendono libri usati, quasi tutti sulle storie o il pensiero del che, giustamente… il tramonto ci ha visti sul lato opposto della baia de la habana; visita a el morro, una fortezza costruita per difendere la città. vista spettacolare su tutta la baia, da habana vieja a habana centro e vedado (con albergoni multipiano annessi). un simpatico guardiano del faro ci ha spiegato che si occupa di cambiare la bandiera sull’asta ogni volta che una nuova barca straniera entra in porto. per dare il benvenuto viene esposta la bandiera del paese della nave. ci ha mostrato tutte le bandiere, ma soprattutto quella italiana, ormai sessantenne e con le effigi delle quattro repubbliche marinare. gli ho detto che abito a genova e si è entusiasmato… ci ha mostrato tutti i monumenti della città con il cannocchiale e ci ha permesso di ammirare il tramonto dalla sua postazione, davvero carino! cena in una bettolaccia locale con riso, fagioli neri e arrosto di maiale e poi a piedi all’albergo lungo paseo de martí (altrimenti detto del prado), qualcosa che secondo me ricorda (e secondo me è migliore) la rambla di barcellona e lungo il malecón, interminabile lungomare con brezza marina costante e rumore di onde che si infrangono. è incredibile come in ogni dove regni il reggaeton. si dice sia quello che segue alla salsa e alla bachata: se la salsa è la fase del corteggiamento, un tira e molla in cui ci si attrae e ci si respinge costantemente e la bachata è il momento del primo approccio, di lui e lei che tubano timidamente, pare che il reggaeton rappresenti il momento in cui si conclude, insomma il sesso. in effetti le parole confermano abbastanza la teoria… comunque in molti angoli de la habana e a bordo dei taxi il reggaeton impazza, rigorosamente a volume altissimissimo… mah!?!
23 febbraio 2007 h. 21.14
hotel habana libre -la habana-
seconda giornata campale per le vie de la habana. la mattina ci ha riportato sulle strade de la habana vieja per la visita all’interno della cattedrale (un barocco stranamente sobrio a navate ampie e aperte) e del museo de la revolución, una serie di foto e cimeli della storia di cuba dalle guerre per l’indipendenza alla fine del XIX secolo alla storia della rivoluzione cubana degli anni ’50. molto autocelebrativo della figura del che, ma soprattutto di quella di fidel, comandante en jefe del ejército rebelde. comunque molto interessante. Il pomeriggio ci ha portati sui sentieri del vedado, il quartiere dove si trova il nostro albergo. abbiamo così scoperto che le due zone malridotte che abbiamo attraversato ieri non sono nella norma. il vedado è un bel quartiere con molte piante, piccole villettine unifamiliari, bambini che giocano nei parchi dopo scuola. abbiamo visitato il cimitero cristobal colón, il più grande dell’isola. tombe tutte uguali, senza scritte né foto o fiori sulle lapidi. poi il parque john lennon, in tributo ai beatles, con una statua del cantante seduto su una panchina. all’ora del tramonto è stata la volta di plaza de la revolución, dove un enorme edificio a base di stella ricorda josé de san martí, il grande liberatore nazionale. intorno al memorial ci sono palazzoni che sono le sedi di alcuni ministeri, oltre al palazzo sede del governo di fidel. sulla facciata del MININT, il ministero dell’interno (in quell’abitudine tutta russa per l’uso degli acronimi relativi alla vita pubblica), è raffigurato un enorme faccione del che con scritto hasta la victoria sempre, simbolo incontrastato e famoso dell’affetto di cuba per il comandante. un gelato alla gelateria coppelia, la più grande e famosa de la habana, nonché set di fresa y chocolate, ha concluso la giornata. una piccola delusione: la parte più bella e grande della gelateria è chiusa agli stranieri, solo i cubani ci possono entrare! due dettagli: l’uniforma scolastica sembra essere uguale per tutti. le ragazze portano una minigonna marrone abbastanza succinta per i nostri standard da bimbe casa-chiesa-scuola e una camicetta bianca, i maschi pantaloni marroni e camicia. per le strade della capitale girano autobus particolari detti camellos per via della gobba che hanno a metà, a parte questi, gli altri bus sono palesemente un regalo dei governi europei: autobus menarini dell’ATM, forse di milano o di qualche altra città, bus di un’azienda municipalizzata catalana, bus gialli scolastici provenienti da chissà quale paese del nord europa… vedere tutti questi mezzi per strada fa sorridere decisamente…
24 febbraio 2007 h. 18.46
casa particular -cienfuegos-
via da la habana in macchina... giornata tranquilla, circa 300 km, fino alla playa girón, luogo di combattimento durante l’attacco americano alla bahia de los cochinos (la baia dei porci), poi su verso cienfuegos, dove un tramonto magnifico sulla baia, tra palme e montagne all’orizzonte, ci accoglie tranquillo. comincia a respirarsi l’aria cubana, i ritmi più dilatati, il mare. primo bagno della vacanza in un luogo storico e ora paradisiaco. sabbia bianchissima, pale e acqua azzurrissima e tiepida. le strade sono un po’ disastrate e piene di buche, ma pian piano si va. abbiamo attraversato vari villaggi. la gente saluta al nostro passaggio e quelli a cui chiediamo informazioni sono sempre disponibili e gentilissimi. si vedono un sacco di uccelli girando, di cui i più comuni sono degli avvoltoi dal collo rosso (una marea di chil insomma…). cosa curiosa: c’è un rapporto di simbiosi tra vacche o cavalli e ibis bianco, abbiamo visto molti animali con questi snelli uccellini sotto o sulla groppa… pare che vadano sempre in coppia… ora siamo alloggiati in una casa particular, una casa privata di quelle che affittano le camere ai turisti e che sono molto comuni qui. compresa nel prezzo c’è anche la cena a base di pesce… comincio a fare le prime belle foto…
25 febbraio 2007 h. 18.40
-cienfuegos-
mattinata per le strade di cienfuegos. parque josé martí, paseo peatonal, negozietti e palazzi famosi. foto ai pellicani di punta gorda, la punta estrema della baia di cienfuegos. il pomeriggio al jardín botánico de cienfuegos. piante enormi, varie variet´di palme, ficus e altre piante grasse e tropicali. qualche foto a piccoli colibrì e a grandi avvoltoi che ci sorvolavano in maniera inquietante, forse aspettando la nostra morte??? dopo colazione bella chiacchierata con il proprietario della casa particular in cui dormiamo. ci ha spiegato come funziona questa attività, le altissime tasse governative previste, i rigidi controlli, le multe anche solo per un errore nel riportare i numeri di passaporto, il fatto che chi affitta viene trattato dagli altri cubani quasi come uno straniero perché ha i soldi… insomma spaccati di vita cubana… ieri la famiglia ci ha offerto un’ottima cena a base di gamberi. soprattutto il budino fatto in casa era buonissimissimo… domani dovremmo avere a che fare con coccodrilli e fenicotteri della baia dei porci… poi passeremo la terza notte in questa stupenda casa vista mare.
26 febbraio 2007 h. 19.40
-cienfuegos-
oggi niente di eccezionale... siamo andati a caccia di coccodrilli e fenicotteri ma abbiamo visto ben poco. abbiamo fatto un giro in barca nella laguna del tesoro, un po’ più in alto della baia dei porci, poi abbiamo visto un parco dove allevano coccodrilli. a me personalmente non è piaciuto granché. gli animali non erano in buone condizioni e c’era uno spettacolo in cui dimostravano come si cattura un coccodrillo. ho fatto però qualche foto agli uccelli, un falco pescatore e un airone. abbiamo poi provato ad andare a vedere gru e fenicotteri nei pressi di una salina a playa larga, la spiaggia più interna della baia dei porci, ma la guida ci ha detto che con quel sole e con quel vento non avremmo visto nulla, così abbiamo ripiegato su un bel bagno e tanto sole a playa girón. domani lasciamo cienfuegos alla volta di trinidad. episodio saliente di oggi: abbiamo bucato una ruota e abbiamo dovuto cambiarla con i locali che ci studiavano incuriositi offrendoci aiuto e panchine su cui sederci… buffo. ovunque andiamo ci dicono che qui ci sono molti italiani, che sono i turisti migliori di cuba, che siamo buona gente, che siamo simili ai cubani. Ho l’impressione che sapere la lingua sia sempre vincente. tutti ti trattano con maggior ripsetto e stima se parli la loro lingua, qui come in russia o altrove. la prima cosa che ci chiedono sempre infatti è “¿español?”. se questa domanda fallisse passerebbero alla seconda: “english?”.
28 febbraio 2007 h. 8.00
-trinidad-
siamo in una cittadina coloniale e controrivoluzionaria... casette color pastello caratterizzate da tipiche inferriate in legno o più nuove in ferro. il convento di san francisco de asís con il suo campanile offre una bella vista sul parque de la plaza mayor e sulla chiesa principale della città. all’interno solito museo commemorativo delle gesta degli eroi rivoluzionari che qui, nella sierra del escambray combatterono contro gruppi controrivoluzionari. cosa che ci ha colpito di più: qui si va a dormire prestissimo, alle 10 massimo. un locale dove si ballava la salsa alle 8 era già chiuso… per i turisti la vita dura un po’ di più, ma non tanto perché dopo essersi cotti al sole tutto il giorno e aver camminato come pazzi non è che la sera restino tante risorse… tra poco si parte alla volta di camagüey, una bella tirata di 4-5 ore…
28 febbraio 2007 h. 18.40
-camagüey-
lunga traversata in macchina, quattro ore e mezzo per percorrere i 250 km che dividono trinidad da camagüey. qui in città ci sono molte chiese e per la prima volta da quando siamo a cuba i colori sono davvero accesi come nella guida. negli altri posti tutto è sbiadito, i colori sono diversissimi dalle foto e c’è una gran aria di decadenza. qui per certi versi sembra meglio, eppure non c’è granché da vedere. la catedral ha due belle vetrate dipinte a mano e una statua di san benito da palermo (!!), un prete nero che chissà perché nel XVI secolo si trovava da noi… la plaza del carmen ha delle casette carine tutte colorate e qualche bella scultura raffigurante gente locale seduta a chiacchierare o amoreggiare. la plaza san juan de dios è una bella piazza coloniale. camagüey è tutta qui. domani ci aspetta un’altra lunga traversata fino a santiago de cuba, lì saremo veramente a sud, dove tutto è impregnato di radici afro e regna la musica in ogni dove. stasera ci aspetta una bella cena a base di langosta. ma sarà poi davvero aragosta??? mmm… io sono un po’ stufa di tutto questo caldo, ho già una gran voglia di mare…
01 marzo 2007 h. 20.00
-santiago de cuba-
oggi più di 500 km di auto, ma a circa metà tragitto, tra camagüey e santiago, ci siamo inoltrati tra le alture della sierra maestra, dove gli eroi nazionali del movimiento 26 de julio, sbarcati nel dicembre ’56 con il granma e provenienti dal messico, combatterono per i successivi due anni fino a comquistare l’isola intera. gli anni della guerriglia, di fidel, del che e di camilo cienfuegos, il trionfo della rivoluzione cubana. la sierra ci ha ricordato le immagini del vietnam da film americano. il verde è sempre un po’ sbiadito, mescolato alla terra secca e alla sabbia rossa. a me ha ricordato l’argentina a tratti. soprattutto le silouette dei monti da lontano e del pico turquini (1972m, montagna più alta di cuba) mi ha fatto pensare alla precordillera de los andes, dove ero stata nella mia settimana passata a mendoza. comunque pensare che su quei monti si è combattuto ci riportava al vietnam… oltrettutto prima di salire per la sierra abbiamo attraversato una zona di risaie, sembrava davvero di essere in asia se non fosse stato per qualche volto nero incontrato ogni tanto. abbiamo attraversato un paese in cui si trovava una fabbrica di zucchero. era come le peggiori zone industriali d’europa… camion interi di canne già tagliate ed essicate pronte per essere lavorate transitavano per ogni dove, entravano e uscivano da una specie di ciminiera con tanto di fumo nero e ovunque c’era una puzza pestilenziale come di rifiuti. proprio sotto la fabbrica `pieno di case. incontriamo spesso bambini e ragazzi che vanno e vengono da scuola. abbiamo scoperto che qui si fa scuola dalle 8 a mezzogiorno e mezzo e poi di nuovo dalle 2 alle 5. le uniformi sono identiche in tutta cuba e sono di due tipi: uno per le elementari e uno per le scuole secondarie. quella dei bimbi prevede pantaloncini o gonna bordò, camicia bianca e foulard blu o rosso. quella dei ragazzi gonna o pantaloni kaki e camicia bianca. in ogni dove si trovano cartelli che ineggiano alla grandezza degli eroi di cuba, alla rivoluzione e al fatto che ogni città sembra essere il meglio di cuba per qualche cosa. i cartelli riportano spesso la faccia del che, di fidel o di josé martí. Spesso vengono anche riportate frasi celebri di questi personaggi o frasi pronunciate in occasione di commemorazioni o discorsi. una pubblicità dittatoriale, autoreferenziale e improntata sul culto della personalità in pienissima regola. per tutta cuba non c’è altra pubblicità. i colori dei cartelli richiamano sempre quelli della bandiera: rosso, blu, bianco e nero per le scritte. domani visitiamo la città e dovremmo dormire di nuovo qui. per il momento ci sembra una città stile la habana ma decisamente più povera e peggio conservata.
02 marzo 2007 h. 22.00
-santiago de cuba-
visita alla città infuocata e incasinata. molto traffico, molto rumore, tubi di scappamento che scaricano fumacci neri… uno schifo. dopo aver visitato la catedral de nuestra señora de la asunción (una bella merda barocca) e il museo più antico di cuba (emilio bacardí) abbiamo preso la macchina per dirigerci verso lidi più tranquilli. el cuartel moncada dove fallì il primo intento rivoluzionario del 26 luglio 1953, da cui il nome del movimento. sono ancora visibili sulla facciata i colpi sparati durante il tentato assalto. all'interno un museo che parla degli anni e delle gesta del movimento. più tardi cementerio de santa ifiginia, dove si trovano le tombe delle vittimi del 26 de julio, di josé martí e del grande compay segundo. peccato che quest’ultimo sia seppellito in una tomba anonima, senza foto né nome in attesa della costruzione di un monumento anche per lui. davanti alla tomba di josé martí stazionano perennemente due guardie. alle 15.30 cambio della guardia, cui abbiamo assistito con tanto di marcetta e immancabile inno cubano. l'ora del tramonto ci ha portato sui sentieri della baia di santiago fino a el morro, una fortezza in tutto e per tutto simile a quella di la habana. bella vista sul mar dei caraibi e sulla baia intera. la serata l’abbiamo passata alla casa de la trova, posto dove si suona e si balla presente in tutte le città di cuba insieme alla casa de la música. solito e tipico son. ho ballato con un ragazzo cubano molto carino e chiacchierato a lungo con un vecchio (benjamín) che ama l’italia e ne conosce un sacco di cose. nel corso della serata ci hanno provato con me almeno tre persone, dal più spudorato dichiaratosi “soltero y sin compromiso” al più discreto che mi ha solo invitato a ballare. Tutti però si dileguavano subito sentendo che non ero sola, ma male accompagnata. insomma, la parola “genitori” non deve suonargli troppo bene… bella serata però. devo escogitare il modo per ballare di più e magari liberarmi dei miei…
04 marzo 2007 h. 21.30
-santa lucía-
siamo in un villaggio turistico di quelli casette tutte uguali, piscina, spiaggia, all inclusive. siamo finiti qui su consiglio di una collega dei miei. era già troppo tardi per cercare altrove. bella merda! oggi a parte questo siamo stati tutto il giorno in macchina per arrivare a questo posto. doppia merda! anche perché la strada non era particolare e per un pezzo l’avevamo già percorsa scendendo verso il sud dell’isola (ora stiamo risalendo verso nord). ieri, invece, bella giornata. o meglio, anche ieri tutto il giorno in macchina, ma lasciandoci alle spalle santiago de cuba abbiamo percorso l’ultimo tratto di isola fino ad arrivare alla punta orientale, baracoa, la prima città fondata sull’isola nel 1511 da diego velazquez. nella chiesa del paese (non la chiamerei più città…) è conservata l’unica croce rimasta di quelle piantate da colombo nei suoi viaggi di evangelizzazione successivi al primo viaggio del 1492. la strada per arrivare a baracoa vede il mare a destra e tutto intorno terreno arido e ricoperto di cactus. parecchio particolare il blu del mare vicino al verde della vegetazione e il giallo della terra. senza contare che ci siamo capitati verso le 14… laggiù non è terra di turisti davvero… abbiamo infatti fatto l’errore di proseguire da baracoa pensando di trovare da dormire poco dopo. la strada ha continuato ad essere molto bella, abbiamo passato piantagioni di cacao, tornanti, una fabbrica di cioccolato… e abbiamo comprato tre barrette di cioccolato e dei cucuruchos a dei bambini per strada: i 2 pesos meglio spesi della vacanza. il cioccolato artigianale era del colore del cioccolato fondente, ma molto più dolce e poroso come consistenza, buonissimo! Il cucurucho è un cono fatto con una foglia di palma che contiene una specie di cotognata fatta con arance, guayaba, cocco e altri frutti, molto buono ma superappiccicoso… un’ottantina di km dopo baracoa si incontra moa, già sul versante nord dell’isola. è una cittadina industriale con il più grande centro di estrazione e ricerca del nichel di cuba. entrarci è stato come entrare in piena rivoluzione industriale, inizi del novecento… ciminiere altissime dal fumo nerissimo, terra rossa di nichel, tubi per il gas, cielo grigio… e ovviamente divieto di fotografare (ma noi ce ne siamo fregati). è stato istruttivo, ma abbiamo preferito proseguire. è stato a quel punto che è iniziata l’odissea del posto dove dormire… alla fine abbiamo trovato verso le 22 un motel in un isolotto che si chiama cayo saetía, poco prima di mayarísulla strada per holguín. si trattava in realtá di un'altra specie di villaggio turistico ma più alla zoo di fanano, con animali liberi e spiaggi selvaggia. abbiamo visto qualche cammello e stamattina due grosse iguane, poi siamo ripartiti. Oggi altri 300 km circa (ma devastati dalle buche e dalla mancanza di indicazioni, quindi dagli errori di percorso) ci hanno portato al paradiso di santa lucía, proprio sopra camagüey. un posto stupendo se non fosse per la tristezza infinita del villaggio pieno di vegliardi. speriamo di ballare un po’ di salsa almeno…
05 marzo 2007 h. 19.30
-morón-
oggi giornata abbastanza piatta. mattina spiaggia nel villaggio turistico dove era compreso anche il pranzo di cui abbiamo approfittato - come al solito nel nostro stile – abbondantemente. pomeriggio di viaggio per spostarci verso cayo coco (le spiagge migliori di tutta cuba - dicono -). grandi temporaloni lungo il cammino e tutt’ora piove. speriamo per domani che sia bello sennó addio spiagge migliori dell’isola… ci siamo fermati qui in una casa particular per evitare gli alberghi stile quello di ieri che devono esserci vicino alle spiagge. domani, se ce la faremo, dovrebbe essere la nostra prima e vera giornata di solo mare! io mi porto la maschera e il tubo…
06 marzo 2007 h. 20.00
-morón-
bella giornata tra cayo coco e cayo guillermo. sono due isolotti collegati alla terra ferma e tra loro da pedraplén, terrapieni costruiti mettendo pietre. queste isole si sono formate per l’effetto della barriera corallina presente a largo. sono posti incantati, sabbia bianca finissima, acqua azzurra azzurra, un sacco di uccelli e di altri animali. peccato che il territorio sia di dominio dei grandi alberghi all inclusive. comunque resta paradisiaco. c’è andata un po’ male con il tempo: c’era molto vento quindi si alzava tanta sabbia e in acqua non si vedeva nemmeno un pesce… nel pomeriggio poi è venuto addirittura un po’ freddo. la spaggia migliore in cui siamo stati è quella più lontana da tutto, è playa pilar sull’isolotto di cayo guillermo. altre spiagge belle che abbiamo visitato: playa flamenco (ma non abbiamo visto nemmeno un fenicottero…), playa prohibida e playa larga. Finalmente qualche bel bagno e un po’ di sole… domani monumento e museo dedicati al che a santa clara, poi via verso il nord, si torna nel territorio de la habana.
07 marzo 2007 h. 20.00
la pastorita -matanzas-
altra tiratona in macchina. primo tratto MORÓN-SANTA CLARA. santa clara è una città grande, ma come unica alternativa offre i resti di un treno che è stato assaltato nel dicembre del 1958 dalla columna 8 ciro redondo del ejército rebelde, comandata dal che, e il memorial del che, dove egli riposa (si spera) in pace. la zona de las villas è stata quella che ha visto il che maggiormente protagonista durante il periodo della guerrilla (’56-’59) e la città di santa clara è stato l’ultimo decisivo attacco prima di conquistare l’intera isola il 1° gennaio 1959. per questo motivo il monumento al che e la sua tomba si trovano lì dal 1997, anno in cui, per il 30º anniversario della morte del che, la bolivia ha finalmente restituito le spoglie a cuba. si tratta di un monumento scultoreo molto grande che dá su una piazza molto aperta. ci si trovano una statua abbastanza brutta che raffigura il che con il braccio fasciato (si era ferito durante l’assalto) e una serie di blocchi che riportano frasi del che e la lettera che scrisse a fidel nel 1965 prima di lasciare cuba e partire per la bolivia. sotto al monumento si trovano un museo che mostra varie foto e oggetti appartenuti al che e il memorial dove sono seppelliti il che e i suoi compagni guerrilleros della bolivia, restituiti insieme a lui. Il memorial ricorda tantissimo il mausoleo lenin di mosca per il modo in cui è organizzato. non ci si può entrare con borse di nessun tipo, né macchine fotografiche, dentro c’è buio e rigoroso silenzio, una fiamma sempre accesa e un fiore vicino ad ogni lapide. le lapidi portano soltanto il nome di battesimo (per il che ovviamente e semplicemente solo che) e un bassorilievo della faccia del combattente. la lapide del che si trova al centro e oltre al fiore ha una stella di luce riflessa sopra, per il resto è identica alle altre. la lettera a fidel ha toni di ricordo dei momenti passati insieme, ma anche un po’ di distacco (il che se ne andava perché non condivideva la politica filorussa di fidel, anche se questo nella lettera non lo dice). cosa che mi ha colpito di più: il che nella lettera dice di non lasciare nulla ai suoi figli e a sua moglie che restano a cuba e aggiunge di essere contento cosí. sará lo stato cubano ad occuparsi di loro ed in fondo è quello che avevano costruito insieme: che fosse lo stato ad occuparsi di ognuno (almeno in teoria…). per completare il tutto dall’altoparlante venivano le note di comandante che guevara
aquí se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia,
comandante che guevara
insomma... bello! seconda tappa: SANTA CLARA-MATANZAS. arrivati qui al tramonto abbiamo avuto possibilità di godere di un’ottima vista sulla baia intera: non male! in realtà qui non c’è nulla di che, lo useremo solo come tappa verso la nostra prossima destinazione: l’occidente di cuba, pinar del río e la valle de viñales. speriamo poi di terminare la nostra vacanza con un giorno o due di assoluto e completo relax sulla spiaggia di maría la gorda (la grassa!), dicono che è un posto incantato… domani mattina però nessuno ci toglierà una puntatina a varadero, terra di grandi alberghi e meta di tutti i pacchetti all inclusive 8 giorni 7 notti in partenza dall’italia e dagli altri paesi occidentali. l'idea è “tanto per vedere com’è, cosa c’è…”. vedremo…
08 marzo 2007 h. 21.35
-pinar del río-
giornata molto lunga oggi… la puntatina a varadero ci ha portato per i viali con aiuole ben curate, prati all’inglese, golf club e alberghi di lusso. l'unica strada veramente ben tenuta che abbiamo incontrato fin’ora… il paradiso del turista insomma… poi si parte alla volta di pinar del río. breve sosta a soroa dove si trova una bella cascata, ma niente di eccezionale. vegetazione molto rigogliosa e un gruppo vacanze piemonte cubano che schiamazza e si butta in acqua vestito… mah!?! ripartiamo. a venti minuti da pinar del río un ragazzo si sbraccia in mezzo alla strada. ci fermiamo per sentire che cosa vuole. ci dice che ha l’auto in panne, se possiamo portarlo a pinar che poi manda il meccanico a riprenderla. acconsentiamo. lungo la strada ci spiega che è ingegnere agrario, che lavora per l’azienda statale del tabacco e che come ricompensa per il passaggio ci porterà a visitare la piantagione dove lavora e ci aiuterà a trovare da dormire. detto fatto. andiamo così a visitare la piantagione di un vecchio di 80 anni che produce tabacco per i sigari cohiba (dicono che siano i migliori!). ci raccontano varie storie, ci spiegano il lavoro che si fa lì da loro, ci regalano un sigaro criollo, ci fanno vedere gli animali della loro aia e ci offrono un caffè molto buono. compriamo dei sigari e ascoltiamo le storie del vecchio zoppo e sordo ma dall’occhio molto vispo e furbetto. la moglie ci fa anche vedere il loro pappagallino… bella esperienza insomma, anche se ci resta il dubbio che i sigari non siano originali, ma questo poco importa in fondo… la sera proviamo a telefonare a maría la gorda dove non c’è posto per dormire purtroppo… decidiamo di restare in questa casa e andare una giornata là al mare tornando qui la sera. l’ultimo giorno vedremo dove ci porterà il cuore…
09 marzo 2007 h. 21.00
-pinar del río-
valle de viñales. il paesaggio migliore di cuba secondo noi almeno. si tratta di una valle molto particolare piena di formazioni carsiche dette mogotes. sono montagnozzi che all’interno hanno grotte che si sono create per effetto dell’erosione dell’acqua. in alcuni punti addirittura l’erosione ha avuto l’effetto di fare crollare le grotte e creare delle gole anche profonde tra un mogote e l’altro. niente male! abbiamo visitato un dipinto murario fatto su una parete di mogote da un gruppo di contadini negli anni ’60 e che rivive le tappe dell’evoluzione preistorica di queste zone fino all’uomo. siamo stati all’interno di una grotta con stalattiti e l’acqua dappertutto in basso e poi abbiamo girovagato per la valle. una sola pecca: un’umidità altissima e un sacco di cattivissime zanzare… domani maría la gorda. io lo sogno da inizio vacanza… speriamo non ci deluda…
10 marzo 2007 h. 19.30
-maría la gorda-
abbiamo avuto saggio della volontá di fregarci per ottenere più soldi di un paio di cubani… comunque alla fine tutto si è risolto bene per noi. abbiamo scoperto che in realtà qui a maría la gorda c’era posto da dormire, quindi passeremo qui questa notte e la prossima com’era nei nostri piani fin dall’inizio. questo posto è davvero incantato, è la degna conclusione rilassante di un bel viaggio in cui abbiamo girato come matti e visto un sacco di cose. la strada che giunge fin qui, nella punta sud-ovest di cuba, finisce all’interno della zona dell’albergo in cui dormiamo, oltre c’è solo la spiaggia e il mare. tutto è molto naturale, alloggiamo in un boungalow di legno e non ci sono palazzoni giganti. la spiaggia è bianchissima e piena di palme. oggi abbiamo aperto due cocchi, bevuto il succo e mangiato la polpa freschissima e dolce. il mare è molto azzurro e pieno pienissimo di pesci. i migliori erano alcuni piccolini giallo limone e viola e altri un po’ più lunghi con una striscia gialla a metà e con la coda gialla e il resto argento. comunque di specie ce n’erano mille… tanti bagni e tanto sole e ora ho una fame… la cena è inclusa, vediamo cosa ci offriranno… poi stasera forse c’è occasione di ballare, chissà… intanto ci intratteniamo con la CNN en español…
11 marzo 2007 h. 18.45
-maría la gorda-
il sole del nostro penultimo giorno cubano sta tramontando tra le nuvole purtroppo. altra bellissima giornata di mare, questa volta interamente. tantissimo sole che mi ha conferito un bel colorito cioccolato e cannella da mostrare al ritorno. tanti tanti pesci che si ammassano tutti vicino al molo e sotto le barche attraccate. pare che il colore che va per la maggiore sia il giallo, seguito dal blu-viola. tanti bagni e tante nuotate, ma soprattutto tantissimo relax, tantissime pagine di romanzo criminale all’ombra di una palma. geniale maniera di salutare cuba - secondo me -. domani è dedicato al viaggio verso la habana (circa 300 km, ma ci vorranno 5-6h), alle ultime pratiche (riconsegna della macchina, spesa degli ultimi CUC, trasferimento all’aereoporto) e al volo (voliamo di notte, arriviamo a parigi martedì mattina e a bologna nel primo pomeriggio). tanta voglia di tornare a casa - è vero - ma bellissimo viaggio tutto sommato, poi questi ultimi due giorni sono valsi quasi quanto l'intera vacanza. mmm… che sapore di buono in bocca…
alla riconsegna della nostra validissima atos, la prode macchinina, con una quasi fusione del motore causa olio quasi esaurito (italiani a cuba: controllatelo sempre prima di partire che son bastardi e lo fanno apposta!), una foratura, una multa (ingiusta!), 90.000 km quasi sfondati e una quantità innumerevole di sassi e buche presi in pieno o evitati solo per sbaglio, ci aveva portato in giro per 4300 km esatti, scattati proprio davanti alla porta dell’albergo dove la davamo indietro… che dire… UN BEL GIRETTO!